King's Quest Chapter 1: A Knight to Remember ( 2015 - PS4 )

Nell'ottica di rimettere prima o poi mano, per aggiornare e magari pubblicare, il mio volume "Retrogames" (che raccoglie le recensioni di tutti i videogiochi provati dal 1994 al 2006) pubblicherò qui note sui vari giochi provati dal 2007 su Win PC, PS3, PS4 e Android.

King's Quest Chapter 1: A Knight to Remember ( 2015 - PS4 )

Messaggioda Bron ElGram » venerdì 15 gennaio 2016, 12:35


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King's Quest – Chapter 1: A Knight to Remember

DI FRANCESCO DESTRI 28 LUGLIO 2015
King’s Quest non ha bisogno di molte presentazioni. Otto capitoli ufficiali dal 1983 al 1998 targati Sierra, un fan-reboot dal percorso produttivo molto travagliato, un nono episodio abortito e ora questa nuova serie avventurosa a episodi prodotta dall’odierna (e piccola) Sierra Entertainment e sviluppata da The Odd Gentleman, un team ristretto formato da veri e propri fan adoranti della serie originale. Fan che hanno ottenuto la benedizione di Roberta Williams (creatrice della saga) e non è un caso se questa nuova serie di King’s Quest può considerarsi da un certo punto di vista l’equivalente di quel nono capitolo ufficiale che non vide mai la luce.
Ho giocato al primo episodio A Knight to Remember e, da appassionato dei vecchi King’s Quest (soprattutto il quinto e il sesto), devo ammettere che The Odd Gentlemen ha fatto di tutto per mettere a proprio agio i fan di vecchia data, dando però allo stesso tempo quel tocco di modernità che un po’ tutti ci aspettavamo.

L’esordio della serie (ma anche i quattro episodi successivi ancora privi di una data di uscita precisa) ci vede nei panni di Graham, il futuro Re del mondo fantasy di Daventry che prima di diventare quello che conosciamo tutti ha dovuto fare la classica gavetta del principiante. Imparare a usare l’arco, diventare più forte e migliorare altre abilità. Sono questi i passaggi che dovremo compiere nell’arco dell’intera serie ed escludendo l’introduzione, nella quale il nostro Graham è già piuttosto esperto tanto da cavarsela da solo contro un immenso drago, l'avventura vera e propria inizia con un alter ego dalle belle speranze ma del tutto inesperto. Il sogno di Graham è diventare un cavaliere e per farlo, da sbarbatello qual è, deve prima partecipare a una gara con altri cavalieri (uno più strambo dell’altro) e superare diverse prova di abilità fisica (ma non solo).

Contemporaneamente a questa traccia narrativa, il gioco offre anche cut-scene nel presente, in cui un Graham ormai anziano intrattiene la nipotina raccontandole a mo’ di favole proprio le sue avventure giovanili. La voce narrante di Graham è presente anche nel resto del gioco per commentare con un misto di ironia e saggezza alcune situazioni e c’è quindi una sorta di continuum tra passato e presente, che dona a questa avventura un che di originale e affascinante, soprattutto se avete amato la serie originale e avreste sempre voluto sapere come sarebbe stato Graham in versione “vecchio e canuto”.
L’atmosfera ci rimanda poi al passato con tanta (ma tanta) nostalgia. Quello di A Knight to Remember è un fantasy fatto di giganti sui quali camminare, di draghi e caverne labirintiche, di villaggetti in stile medievale, di boschi oscuri e pieni di pericoli, di scorci idilliaci e di tanto umorismo, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi. Lo stesso Graham, tipico giovanotto dalle belle speranze, inesperto ma in fondo simpatico e volenteroso, si lascia andare a volte a voli pindarici davvero divertenti e quasi ogni personaggio (le guardie, i cavalieri rivali, i negozianti del villaggio) hanno un tratto sempre leggero e umoristico, proprio come nella serie originale.

Merito di questa atmosfera va anche allo stile grafico cartoonistico e coloratissimo (in certe cut-scene sembra di trovarsi di fronte a Dragon’s Lair), con un cel-shading utilizzato alla perfezione, fondali disegnati a mano e con una “deformazione” dei personaggi accentuata ma mai esagerata. In generale, escludendo per un attimo il gameplay, il primo impatto su Xbox One è insomma positivo, anche se vanno segnalati alcuni piccoli problemi come i caricamenti fin troppo frequenti e lunghi (il gioco non è certo un open world), un tearing non proprio leggero, alcune texture molto sbiadite e un frame-rate con qualche balbettio. Nulla che una futura patch (magari anche al day one di domani) non possa risolvere, ma ci teniamo comunque a sottolinearlo.
Ma a conti fatti com’è giocare a questo ritorno sulle scene di King’s Quest? Fondamentalmente The Odd Gentlemen ha cercato di mischiare la classica avventura punta e clicca con enigmi, oggetti, inventario e dialoghi a scelta multipla con qualcosa di più action. Lo si capisce già subito nell’introduzione con la fuga dal drago delle caverne, ma anche nel resto dell’episodio le sezioni dove dobbiamo saltare, evitare pericoli e colpire nemici con l’arco non mancano e, proprio come nella serie originale, anche qui si muore. Non spessissimo e senza grandi drammi (si ricomincia nello stesso punto o poco prima senza alcuna penalizzazione), ma i pericoli non mancano e l’unica scocciatura è appunto rappresentata da certi passaggi action di cui sinceramente avremmo fatto a meno, come il ritorno dal drago in compagnia del cavaliere. Anche in questo caso non si tratta di sezioni difficili o addirittura frustranti, ma nel complesso avventuroso stonano un po’ e a volte paiono inserite senza tanta convinzione, giusto per allungare un po’ la longevità.

Per fortuna la maggior parte del tempo la passeremo a esplorare il mondo di gioco e a risolvere enigmi per arrivare al termine della gara e sperare così di ventare un valoroso cavaliere. Anche qui però ci sono luci e ombre. Da un lato i neofiti del genere apprezzeranno il basso livello di difficoltà, il limitato numero di oggetti nell’inventario e la scarsa interazione con l’ambiente. Tutti elementi che semplificano non poco il gameplay in favore appunto di un’utenza che si avvicina a un’avventura grafica per la prima volta. Dall’altro lato però, soprattutto nella prima ora di gioco, si rimane un po’ spaesati senza saper bene come proseguire, dove andare e cosa fare. C’è infatti molto backtracking e sebbene gli enigmi non siano per nulla difficili quando si hanno gli oggetti giusti nell’inventario, i giocatori meno esperti potrebbero annoiarsi presto di fronte a un gameplay così ondivago e con così pochi punti di riferimento.
C’è insomma un equilibro un po’ precario tra la grande semplicità degli enigmi, che non farà certo piacere agli avventurieri di vecchio corso, e l’organizzazione un po’ confusa dell’andamento e del ritmo. Si passa inoltre da prove simpatiche e intelligenti che richiedono anche piccoli sforzi mnemonici ad altre un po’ fuori contesto, anche se in generale il livello degli enigmi (sempre sul versante “easy”) è assolutamente gradevole e la trama, che non risparmia qualche momento toccante, si dispiega tra idee azzeccate (i cavalieri avversari, i giganti-ponti) e altri passaggi meno ispirati, come la scialba introduzione e alcuni dialoghi un po’ riempitivi.

Avrei inoltre apprezzato la possibilità di velocizzare o saltare le parti parlate e di passare immediatamente da una location e l’altra senza farmela sempre a piedi, come capita ormai quasi sempre nelle avventure grafiche più recenti. Piccolezze certo, ma anche la mancata localizzazione italiana dei sottotitoli si fa sentire, non tanto per me o per altri anglofoni, quanto più per quel pubblico giovane e poco esperto di avventure a cui il gioco è chiaramente rivolto. Nonostante ciò, l’esordio di questa serie può dirsi positivo e, come ogni videogioco episodico, c’è tutto il tempo per attuare miglioramenti e regolare meglio l’elemento esplorativo-avventuroso. Per ora promosso, ma per rinverdire i fasti del King’s Quest che fu c’è ancora bisogno di qualcosa di meglio.
MODUS OPERANDI
Ho scaricato gli 11 GB di A Knight to Remember in versione Xbox One grazie a un codice review fornito dagli sviluppatori. Questo episodio della serie (il primo di cinque) mi ha portato via circa 4-5 ore ed è totalmente in inglese sia per quanto riguarda il doppiaggio, sia per i sottotitoli. Il gioco sarà disponibile da domani anche su PC, Xbox 360, PlayStation 3 e PlayStation 4 ed è acquistabile a 39,99 euro, cifra che comprende l’intero pacchetto della serie con anche i quattro prossimi episodi.
VERDETTO

L’esordio di una serie episodica è sempre il più rischioso e anche nel caso di King’s Quest c’è bisogno di un po’ di rodaggio per arrivare a una formula davvero convincente ed equilibrata. Nonostante ciò, A Knight to Remember è un’avventura grafica gradevole e con una spiccata personalità artistica, che impiega un attimo per mettere a proprio agio i fan della serie originale a livello di atmosfera, riferimenti al passato e tocchi umoristici. Proprio gli avventurieri più esperti però troveranno poco pane per i loro denti, visti il livello di difficoltà tarato verso il basso e i passaggi tendenti all’action che sanno più di semplice riempitivo che di altro. Se appartenete a questa frangia di giocatori, il 7 che vedete qui sotto diventa un 6.5, mentre se siete alle prime armi con oggetti, inventario ed enigmi, vi divertirete sicuramente di più.

http://it.ign.com/kings-quest-2015-xbox ... recensione
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Re: King's Quest Chapter 1: A Knight to Remember ( 2015 - PS

Messaggioda Bron ElGram » venerdì 15 gennaio 2016, 18:46


Voto (* - ****) : ***
I tell-game ribadisco che non li capisco... questo ad esempio è un capolavoro dal punto di vista grafico, ma come gioco non ne riesco a comprendere l'utilità se non l'operazione revival amarcord sul vecchio titolo che riscosse tanti consensi.
Anzi direi che è un doppio revival... perchè mi ricorda anche Dragon's Lair per PS1, altro titolo bello ma che non mi ha mai preso moltissimo.
In definitiva... bello da vedere come un cartone animato disegnato benissimo... se riuscissi mai a vedere il mio Bron in MondOltre rappresentato così bene sarei felicissimo e soddisfattissimo... ma sarebbe solo un'operazione commerciale per presentare ai giocatori più piccoli il mio mondo.
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