Gli unici organismi che sopravviverebbero a un asteroide

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Gli unici organismi che sopravviverebbero a un asteroide

Messaggioda Bron ElGram » martedì 18 luglio 2017, 13:25


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Questi sono gli unici organismi che sopravviverebbero allimpatto con un asteroide
Secondo una nuova ricerca americana, i tardigradi sarebbero la forma di vita più resistente sulla terra, in grado di sopravvivere alle più violente catastrofi astronomiche, come l’impatto con un asteroide, l’esplosione di una supernova o quella dei raggi gamma. Lo studio su Scientific Reports

Qual è la specie più immortale del mondo? I tardigradi (Milnesium tardigradum), invertebrati microscopici di otto zampe, noti anche come orso d’acqua, che si sono dimostrati la specie più dura a morire e che probabilmente sopravviverà a ogni tipo di catastrofe. A riferirlo sono stati i ricercatori dell’Università di Oxford, che su Scientific Reports raccontano come queste piccole creature siano in grado di sopravvivere a tutte le catastrofi astrofisiche, tra cui potenziali impatti con asteroidi, esplosioni di supernove, o intensi scoppi di radiazioni, che porterebbero alla distruzione di tutti i tipi di ecosistemi globali.

In generale, la comunità scientifica ha studiato più volte l’impatto che diversi eventi apocalittici, come quelli appena elencati, potrebbero avere sulla vita e sull’esistenza degli esseri umani. E l’epilogo, in caso di fenomeni particolarmente violenti, sembra essere sempre infausto per la sopravvivenza della nostra specie.

I tardigradi, invece, sembrano avere la pelle più dura: tutto in virtù del loro genoma che, secondo l’analisi degli scienziati, pare sia stato rubato per il 17,5% da altre specie. Una strategia vincente: i tardigradi, che possono vivere fino a circa 60 anni e crescere fino a una dimensione massima di 0,5 millimetri, sono la forma più resistente di vita sulla Terra. Sopravvivono fino a 30 anni senza cibo e acqua, sopportano temperature estreme fino a 150 gradi, resistono alle pressioni del più profondo degli oceani e al perfino – anche se per brevi periodi – al freddo vuoto dello Spazio.

“Molti studi precedenti si sono concentrati su eventi astrofisici che avrebbero portato all’estinzione degli essere umani”, David Solan, co-autore dell’Università di Oxford. “Il nostro studio, invece, ha considerato la specie più dura, il tardigrado. Con sorpresa abbiamo scoperto che anche se supernove o grandi impatti asteroidi sarebbero catastrofici per le persone, i tardigradi potrebbero non esserne minimamente influenzati. Pertanto, sembra che la vita, una volta cominciata, sia difficile da cancellare completamente. Numerose specie, o interi generi, possono estinguersi, ma la vita nel suo insieme continuerà”.

I ricercatori dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Università di Harvard, hanno allora cercato di capire quali siano, e quanto siano probabili, le calamità e catastrofi che potrebbero annientare completamente la vita sul nostro pianeta, compresa quella degli indistruttibili tardigradi. Gli unici eventi di questo tipo sono quelli così catastrofici da far aumentare la temperatura dell’acqua degli oceani fino a farli evaporare e da spazzare via l’atmosfera. Per la precisione, gli scienziati hanno individuato tre scenari diversi: l’impatto con un asteroide, l’esplosione di una supernova e una raffica di raggi gamma. Statistica alla mano, sembra che i tardigradi possano tirare un sospiro di sollievo: nel primo caso, secondo lo studio, sarebbero solo una dozzina gli asteroidi e pianeti nani – tra cui, per esempio, Vesta e Plutone – abbastanza vicini al nostro pianeta con massa sufficiente per far evaporare tutta la massa degli oceani; ma nessuno di questi corpi celesti incrocerà mai l’orbita della Terra. L’esplosione di una supernova, invece, dovrebbe avvenire a una distanza di 0,14 anni luce dal nostro pianeta affinché l’energia generata sia sufficiente a far evaporare gli oceani: ma la stella più vicina dista dal Sole quattro anni luce, il che rende anche questa eventualità davvero trascurabile. Infine, l’ultima minaccia: un’esplosione di raggi gamma, i cosiddetti gamma ray bursts, radiazioni elettromagnetiche di altissima energia, che in realtà sono ancora più rare di quelle di una supernova e soprattutto avvengono troppo lontane dal nostro pianeta per essere considerate una minaccia vera e propria (per essere in grado di far evaporare gli oceani del mondo, l’esplosione dei raggi gamma dovrebbe verificarsi a non più di 40 anni luce).

https://www.wired.it/scienza/lab/2017/0 ... aign=daily
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