1970: “Aumentano i matrimoni misti” Immigrazione a Torino e

Lingue, filosofia, storia, psicologia, sociologia, antropologia, folclore, criminologia, diritto, estetica, etc.

1970: “Aumentano i matrimoni misti” Immigrazione a Torino e

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 25 settembre 2017, 13:32


Immagine

Immagine

1970: “Aumentano i matrimoni misti”
Immigrazione a Torino e voglia di integrazione

Torino non è razzista. Anzi, favorisce l’integrazione perché ha bisogno di manodopera che in città non c’è più, si avvantaggia grazie all’arrivo di nuovi consumatori che spendono nei negozi locali e gli episodi di intolleranza, che esistono, sono sporadici e portati avanti da singoli individui. La dimostrazione di questa tesi? I matrimoni misti, che uniscono un locale e un immigrato, sono passati dall’8,8% al 10,4% in soli tre anni.

Quotidiana cronaca attuale di convivenza tra migranti e italiani? No, sono queste le principali considerazioni che emergono in un dibattito televisivo del 1970. Il focus del programma «Convegno dei cinque», ospitato in prima serata dalla Rai e recensito da La Stampa, era quello di dare una risposta al quesito «Torino è una città razzista?». Ed ecco che allora gli ospiti, partendo da episodi di intolleranza avvenuti nel capoluogo piemontese, hanno provato a sviscerare la tematica. A partire da don Allais, sacerdote e direttore del centro immigrati meridionali a Torino: «In una città che è fatta in gran parte di meridionali, nella quale le nuove generazioni sono il risultato di quest’incontro, quindi non sono più né meridionali né settentrionali, né piemontesi, né pugliesi o siciliani o veneti, ha ancora senso parare di razzismo?». «Rimangono degli episodi di intolleranza, che io definirei marginali, sia da parte dei torinesi e sia da parte degli immigrati».

LA CITTÀ CAMBIA VOLTO
L’immigrazione dal Sud non è stata una cosa da poco, nel giro di pochi anni la città è esplosa, cambiando completamente dimensione e volto: «La popolazione è quadruplicata in 70 anni - spiega l’assessore Valente -. Oggi è di circa un milione e 200 mila ma i figli dei torinesi non sarebbero più di 150 mila». La convivenza non è stata sempre semplice è il motivo, spiegano i commentatori, è la difficoltà di far stare nello stesso luogo persone provenienti da contesti culturali molto diversi tra loro. E poi c’è anche un altro tema importante: una città che cresce così velocemente ha, evidentemente, lavoro in abbondanza per attirare persone ma deve anche dotarsi di servizi sociali adeguati. Non mancano gli stipendi, quindi, ma mancano i servizi per far vivere al meglio una città.

http://www.lastampa.it/2017/09/25/crona ... agina.html
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13667
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

  • Condividi su
  •   Aiuta ad aumentare la popolarità di BroomGulf condividendo la pagina!
    Condividi su Facebook

Torna a 6a. Altri studi in materie umanistiche

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti

cron