Riflessione su "Il Primo Re di Shannara" Terry Brooks

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Riflessione su "Il Primo Re di Shannara" Terry Brooks

Messaggioda Bron ElGram » sabato 17 agosto 2013, 23:38


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Riflessione su "Il Primo Re di Shannara" Terry Brooks

"Rivide i suoi vecchi amici, alcuni dei quali erano poco più che adolescentil'ultima volta che li aveva visti. Molti di loro, in passato, erano suoi amici intimi ma avevano preso strade diverse dalla sua e ormai erano troppo lontani per tornare indietro. O forse era lui che era andato troppo lontano. Erano estranei, non per l'aspetto o per la voce, che gli erano ancora famigliari, ma per le scelte che avevano modellato la loro vita. Con loro poteva condividere solo i ricordi. Era triste, ma prevedibile. Il tempo rapisce le promesse e allenta i legami. L'amicizia si riduce a storie passate e a vaghe promesse per il futuro, nessuna così forte da ridare vita a quello che si è perduto. Ma questa è la vita: porta ciascuno lungo la propria via, separata da quella degli altri, finche un giorno ci si scopre soli." (Il primo re di shannara. T. Brooks)


Sarà perchè ha scritto questo volume vent'anni dopo il primo... con tanta esperienza e maturità in più, ma se dopo 7 volumi di shannara iniziavo a "tediarmi", ho ritrovato la passione per il Maestro!


Un altro bel periodo da "Il primo re di shannara" T. Brooks

"(Kinson) pensò a Mareth, alla serietà con cui lo guardava, come per studiarlo, valutarlo, in modi a lui incomprensibili. Strano a dirsi, questo non gli dava fastidio. Si sentiva rassicurato dal suo sguardo, confortato dal desiderio di lei di conoscerlo meglio. Non aveva mai provato sensazioni simili, nemmeno con (il vecchio amico druido) Bremen. Mareth era diversa.
Avevano fatto amicizia, nelle due settimane precedenti, e avevan parlato a lungo: non del presente, ma del passato, della loro gioventù nella Frontiera, e avevano scoperto di avere mote cose in comune, e non tanto esperienze quanto punti di vista. Avevano imparato le stesse lezioni giungendo a conclusioni analoghe. Uguale era il loro modo di vedere il mondo. Erano entrambi soddisfatti di se stessi e accettavano di essere diversi dagli altri. Ad entrambi piaceva la solitudine e i viaggi, andare ad esplorare ciò che non conoscevano e scoprire cose nuove. Avevano reciso molto tempo addietro i legami familiari, occultato la scorza di civiltà sotto il mantello da vagabondi. Consideravano se stessi dei randagi per scelta, e ritenevano che andasse bene così."


Ancora un pezzo di questo ottimo scritto...

"(Bremen) In notti come questa mi ritorna in mente la mia infanzia. Abitavo... con mio nonno, che era un abile lavoratore di metalli... amava la nonna, e quando lei morì, disse che si era portata via per sempre un pezzo della sua anima, ma che sopportava la perdita pensando al tempo che avevano condiviso. Diceva che al suo posto gli ero stato mandato io. Era un brav'uomo...
I miei genitori, invece, erano diversi. Non erano mai riusciti a fermarsi abbastanza a lungo in un posto, mai nello loro brevi vite, e non avevano mai condiviso l'interesse di mio nonno per il lavoro. Erano sempre in movimento, cambiavano sempre vita, erano sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e di diverso. Mi lasciarono con il nonno poco dopo la mia nascita. Non avevano tempo per me.
Per molti anni ho creduto di odiarli per questo, ma alla fine sono riuscito a capirli. E sempre così, tra genitori e figli. Ciascuno è una delusione per l'altro, in tanti modi che non si possono definire, e occorre tempo per superare la delusione.

(Mareth) Ma ha lasciato il segno su di te.

(Bremen) Per qualche tempo, ma non in modo durevole. Forse mi ha temprato il carattere, non lo so. Noi cresciamo come meglio possiamo, nella situazione in cui veniamo a trovarci. A che serve alamanaccare come avrebbe potuto essere anni dopo? Meglio limitarci a capire come siamo e servirci di questa conoscenza per migliorarci.


Ho finito "IL PRIMO RE DI SHANNARA" e vi giuro... ricomincerei a leggerlo! E non è detto che non lo faccia! E' incredibile: dopo esseremi stufato di 7 libri con la solita trama trita e ritrita e pur sapendo già cosa sarebbe accaduto in qs... i personaggi, i caratteri, le azioni, le battaglie, le riflessioni filosofiche... sono espresse così bene che pare il libro sia stato scritto da un'altro autore... sono così avvincenti che non riesci a staccarti dalle pagine se non finisci il capitolo... eccezionale! Grande Brooks!
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Bron ElGram
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