L’amore ai tempi di Meetic: benvenuti sull’isola dei single

L’amore ai tempi di Meetic: benvenuti sull’isola dei single

Messaggioda Bron ElGram » domenica 3 dicembre 2017, 14:20


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L’amore ai tempi di Meetic: benvenuti sull’isola dei single
Per una settimana abbiamo verificato il nuovo format del sito di appuntamenti per capire come diventeranno le nostre relazioni nell’era delle dating app

Mentre leggi queste righe, 9 milioni di single italiani potrebbero star cercando l’anima gemella. Nel 2016 le loro investigazioni hanno portato a totalizzare 230 milioni di incontri, il 6% in più rispetto all’anno precedente e una cifra che permette al Belpaese di primeggiare nella classifica del dating europeo. Come conferma una ricerca commissionata al Center for Economics and Business Research da parte della specializzata Meetic, quello degli appuntamenti fra sconosciuti è un mercato che l’anno scorso ha mosso 6,7 miliardi di euro. Per intenderci, tra regali, abbigliamento e spese per occasioni connesse, la cifra è pari a 6 volte il consumo di videogiochi fra Brunico e Ragusa.

Vista così è difficile non dare tutto un altro senso agli “affari di cuore”.

Si potrebbero anzi sciorinare fior di statistiche che farebbero sorridere se non evocassero quanto, oggi, la nostra identità sia misurabile e misurata anche nelle sue espressioni più intime: si sa, per esempio, che fra i single sono sempre più le donne a fare il primo passo, che l’83% del gentil sesso senza un partner uscirebbe con chi ha uno stipendio inferiore al proprio, o che gli scapoli italiani svettano fra gli europei anche in quanto a generosità — un rilievo effettuato sulla base degli acquisti di san Valentino.

C’è addirittura chi ha messo in relazione le strategie di corteggiamento al segno zodiacale.

Per fortuna, oltre a un’interpretazione distopica dei dati — quell’orwelliano essere tenuti d’occhio dal primo messaggino sui social fin quasi sotto le lenzuola — ne esiste anche un’altra.

E non è un caso che siano proprio l’amore e la sua gestione nella nostra società a suggerirla. Forse addirittura a trainarla: la corrispondenza di amorosi sensi non fa che indicare quanto il futuro del digitale sarà sempre più fisico.

Dating_Fisico
Ma che bella scoperta, potrebbe rispondere qualcuno, memore di come tolto quello dei poeti, sia difficile giudicare completo uno scambio amoroso che dalla caverna platonica (digitale) non si traduca in fisica quotidianità.

Eppure basterebbe pensare ai social network, alla messaggistica privata e al proliferare di siti e dating app per ricordare quanto poche cose come gli incontri, il primo approccio e pure il prosieguo della relazione, sono diventati appannaggio dell’ecosistema sintetico in cui siamo placidamente immersi.

Una superficiale interazione online non basta
Lo dice Federica Cremascoli, event manager di Meetic Italia. Esatto, “event”, perché fra i siti di dating, l’esperienza e la qualità del primo incontro oggi sono un business aggiuntivo al fare in modo che l’incontro stesso avvenga. Meetic l’ha capito nel 2014, anno in cui ha inaugurato, appunto, gli eventi: 6mila nei 3 anni successivi e in 15 città diverse. Grazie a una collaborazione siglata in Italia con il gruppo Alpitour, alle serate organizzate oggi si sono aggiunti i viaggi, esperienze prolungate di condivisione in terra straniera calibrate sulle esigenze dei partecipanti.

“Scegliere di partire da soli per una vacanza all’estero e con tanti sconosciuti con cui condividere attività, momenti o intere giornate è una mossa importante”, precisa Cremascoli. “Eppure i risultati sono sorprendenti”. Lo ha dimostrato la trasferta più recente, organizzata per un centinaio di single provenienti da tutta Europa al Bravo Istrion Bay di Creta, nella baia di Mirabello.
In generale, 2 persone su 5 dichiarano di aver incontrato qualcuno
Fra una serata a tema hippie e la “white night” con rigoroso e latteo dresscode, lo abbiamo testimoniato personalmente e sebbene più interessati a capire meglio come siano costituiti i gruppi. A Creta su “su 100 partecipanti, di cui il 35% di ritorno da altri giri organizzati nel 2016 — perché 1 su 3 rifà il viaggio – c’erano 57 uomini e 43 donne, diplomati e in maggior parte laureati, con un’età media di 40 anni. Gli italiani erano 19, con un’età media di 43 anni”.

Bravo Istrion Bay

Nell’era di Tinder — peraltro altra colonna del gigante Match Group, il leader di mercato cui appartiene anche Meetic — è ormai normale bere qualcosa o ritrovarsi a cena con un match scoccato online. Rimane tuttavia coriaceo, almeno per chi scrive e prima di verificarlo coi propri occhi, un pregiudizio che vorrebbe all’ultima spiaggia chi affidi a terzi la briga di portarlo in giro per il mondo con l’eventuale anima gemella.

“Non la vedo così”, commenta Cremascoli: “i nostri viaggiatori sono molto diversi fra loro: c’è chi, magari deluso, cerca un’altra chance amorosa, chi semplicemente ama divertirsi e visitare posti sconosciuti con persone che condividano lo stesso obbiettivo e chi coglie l’occasione per staccare da ritmi quotidiani che forse lasciano poco spazio alle relazioni. Tutti sono però accomunati da un tratto: il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e senza aspettative soffocanti. Lo dimostra il fatto che spontaneamente sono nati gruppi solidi, amicizie che spesso resistono ben oltre la fine della settimana organizzata”.

Il punto è forse quest’ultimo: un ambiente di incontro controllato soddisfa l’esigenza di una conoscenza diretta e a un tempo elimina o almeno riduce le spiacevolezze collaterali, siano l’ansia di non incontrare la persona giusta, oppure il timore di sentirsi braccati da quella sbagliata.

02 Jun 2012 --- Pretty, female, industrial designer working in office. --- Image by © Hero/Corbis
È un eldorado cui non a caso qualsiasi dating app di nuova generazione sta convergendo con strategie e successo diversi. Se OkCupid, sempre di Match Group, per ridurre i rischi di un appuntamento al buio, punta a illuminarlo con un algoritmo e un dettagliato questionario di profilazione — che indaga le preferenze politiche o la posizione sull’aborto, fino al credo religioso e i gusti culinari — Once ci aggiunge il limite di un match ogni 24 ore, con la speranza che il recinto imbrigli qualsiasi accanimento bestiale e poco gradito.

Fra tutte, l’app più innovativa oggi sembra Bumble, nata da un’idea di Whitney Wolfe Herd, la 29enne co-fondatrice uscente di Tinder. L’intuizione alla base del suo successo — che ha valso alla Herd una copertina di Forbes e offerte per centinaia di milioni di dollari, peraltro ancora da Match Group — è quella di lasciare alla donna l’onere esclusivo del primo passo, ma limitandone la finestra temporale per rispondere: in altri termini, l’app in un colpo solo protegge le sue clienti da approcci molesti e le dissuade dal fare troppo le preziose. La formula, sotto sotto un invito a una maggiore consapevolezza online per lui, lei e anche l’altro, funziona. Non è un caso che oggi Bumble si prefissi anche un utilizzo in ambito professionale.

Ciò detto, rimane nell’aria, nel senso di ovunque, quella piccola grande ambizione: trasportare, o forse riportare, la relazione nel suo ambito più fertile — stricto sensu — dalla sintesi digitale alla realtà esperibile coi cinque sensi.

“Riteniamo che iniziative come i nostri eventi, i viaggi e soprattutto l’applicazione Awaytomeet riflettano esattamente questa tendenza”, spiega Cremascoli. “È una web app all’interno di quella Meetic pensata solo per le trasferte e in grado di permettere la comunicazione del gruppo e tenerlo informato in tempo reale”. In fondo è quello che, su scala più ampia, si prefiggono piattaforme come HiBye, il social network per passare “dal mondo virtuale a quello reale”.

Detto altrimenti, una rete aperta, geolocalizzata e accessibile attraverso app gratuita per iOS e Android, che profilando interessi ed esigenze condivise da persone nella stessa zona le connette. Chissà mai che alle 3 del mattino tu abbia bisogno di un taxi per andare nella stessa direzione di qualcun altro, o una sera tu sia l’unico fra i tuoi amici a voler andare a teatro. Vista diversamente, chissà mai diventi urgente l’esigenza di incontrarsi scavalcando le connessioni digitali — e Hibye fa esattamente questo, permettendo chiamate anche a persone che non siano in contatto altrimenti.

Non solo la separazione fra virtualità e reale sembra dileguarsi ogni giorno di più, il futuro del digitale è in carne e ossa. Lo dimostra la cosa più umana e viscerale di tutte: l’amore al tempo di Meetic ed epigoni.

Basterebbe chiedere ai 9 milioni di single attorno a te.

https://www.wired.it/internet/social-ne ... aign=daily
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Bron ElGram
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