Le emozioni? Valgono più dei sentimenti Indagine di Qvc

Le emozioni? Valgono più dei sentimenti Indagine di Qvc

Messaggioda Bron ElGram » venerdì 24 marzo 2017, 11:35


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Le emozioni? Valgono più dei sentimenti
Indagine di Qvc sulle spese per i regali: passata la recessione acquisti in risalita. 100 euro per dire “ti amo”, 197 per farsi perdonare, 222 per suscitare euforia, 450 per chiedere “mi vuoi sposare?”

PAOLO BARONI
ROMA
Valgono di più i sentimenti o le emozioni? Ma soprattutto quanto siamo disposti a spendere per gli uni e per gli altri? Primo dato: l’amicizia è quella che ci costa di meno (o su cui si investe di meno, giriamola così). Mediamente per dimostrare il nostro affetto ad un amico attraverso un regalo spendiamo infatti 41 euro. L’amore costa di più e tanto più si è coinvolti tanto più - è chiaro - si è disposti ad allargare i cordoni della borsa: 88 euro per dire «ti voglio bene», 93 per «sei nei miei pensieri», 100 per dire «ti amo», 127 per «sei tutta mia», e 450 per chiedere alla propria donna il fatidico: «mi vuoi sposare?».

QVC, il network televisivo americano che opera a livello globale Italia compresa come retailer multimediale, ha condotto una ricerca su campione rappresentativo della popolazione italiana (responsabili di acquisto, over 18, che si connettono alla rete regolarmente almeno una volta alla settimana) con l’obiettivo di mettere a fuoco le emozioni che un acquisto può suscitare.

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Il primo elemento che emerge dalla ricerca su «Il valore dei sentimenti e delle emozioni» realizzata da «Human Highway» per conto dell’Osservatorio Qvc riguarda un incremento del valore dei sentimenti proporzionale alla ripresa economica: gli italiani nell’ultimo anno hanno infatti ricominciato a spendere denaro per dimostrare i propri affetti. L’aumento è però dovuto soprattutto agli uomini che negli anni della recessione avevano ridotto la loro spesa media dai 260 euro del 2011 sino a 137 euro (2014) per poi riportarla a quota 228 euro nel 2017 facendo in questo modo risalire la spesa media generale dai 116 euro del 2014 ai 169 di quest’anno (contro i 194 del 2011). Ma mentre la spesa degli uomini crolla e poi risale, quella delle donne, di partenza molto più bassa, resta praticamente stabile: 112 euro di media nel 2011, 97 nel 2014 e 100 nel 2017. Altra caratteristica «di genere»: gli uomini pensano alla propria partner più di quanto facciano le donne, che indirizzano la loro generosità anche verso il figli (19,1% contro l’11,4% degli uomini) , gli amici (12,9% contro 10,7%) ed altri parenti, ma soprattutto tendono a dimostrare i propri sentimenti in occasione delle feste comandate, in particolare a San Valentino (30,9%) mentre le donne hanno un comportamento più estemporaneo: per fare un regalo non hanno bisogno di un’occasione particolare. Gli uomini in media, dunque, spendono più del doppio delle donne e questo si spiega con la tendenza dell’altro sesso a trovare soluzioni low cost investendo magari più tempo e fantasia che soldi, per preparare cenette o regalini fatti in casa e facendo tante altre piccole sorpresine fai da te.

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Gli uomini hanno ripreso a spendere soprattutto per esprimere il proprio amore (oggi infatti spendono 123 euro contro gli 88 delle donne), per fare gli auguri /136 euro contro 80) e per chiedere scusa o perdono (voci per le quali spendono 230 euro, ovvero tre volte in più delle loro partner). Rispetto agli anni passati, invece, le donne hanno tagliato le spese destinate all’amore: sei anni fa spendevano infatti tanto quanto gli uomini per dire ti amo (140 euro) ora questa cifra si è invece quasi dimezzata. Ed hanno iniziato a fare economia anche sulle spese delle grandi occasioni: per fare le congratulazioni nel 2011 arrivavano a 158 euro, mentre ora si fermano a 84. Per dire «in bocca al lupo» spendevano 124 euro ed ora appena 38.

Nell’economia dei sentimenti, ormai si è capito, l’amicizia e l’amore hanno valori differenti. La prima prevede infatti una spesa di circa 41 euro, il secondo può arrivare a indurre un individuo a spendere anche più di dieci volte tanto. Fra le categorie merceologiche che vanno per la maggiore al primo posto (14,6%) si collocano i prodotti gastronomici, poi col 13,8% i capi d’abbigliamento, i gioielli (9,8%) e le esperienze come inviti a cena, concerti o week end (9,2%). I prodotti di bellezza arrivano al 7,3% e restano sostanzialmente ad appannaggio della sfera femminile: è infatti il dono prediletto dalle donne per amiche e sorelle.

Qvc, infine, ha approfondito anche il tema delle emozioni, rivelando come queste abbiamo un valore superiore rispetto a quello dei sentimenti. In particolare, per suscitare euforia si spendono 222 euro, per stimolare gioia, allegria e felicità si investono 170 euro, esprimere la propria complicità costa 162 euro, suscitare sorpresa 160, divertire 145. Le donne, in questo caso puntano principalmente su abbigliamento (15% contro il 4% maschile) e cibo (16,7% contro 8,3), mentre gli uomini si affidano di più a gioielli (12%) e prodotti di elettronica (11,4%), forse meno romantici ma certamente più utili.

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A livello territoriale è la Sicilia la regione dove i sentimenti hanno il valore più alto con una spesa che si aggira sui 277 euro (contro i 108 della media nazionale). A seguire Liguria e Piemonte (236 euro), Campania (134) e Triveneto (120 euro). Nei regali che vogliono creare emozioni è invece la Campania a battere tutti. Sicilia compresa, con una spesa media di 339 euro. In queste due aree oltre che nel Lazio per ottenere l’effetto desiderato si punta su abbigliamento e accessori. La gastronomia primeggia invece in Lombardia e Triveneto, l’elettronica in Piemonte e Liguria, le esperienze on Emilia e Toscana.
Insomma, come dice il proverbio, «amore non conosce misura». O quasi.

http://www.lastampa.it/2017/03/24/socie ... agina.html
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